La
Corte di Cassazione con la pronuncia 23 ottobre 2012, n. 18175 torna ad enunciare
che l’elemento indispensabile per stabilire l'attribuzione e poi procedere alla
valutazione di congruità dell'assegno di mantenimento è il contesto sociale in
cui i coniugi hanno vissuto durante la convivenza, quale situazione condizionante
la qualità e la quantità dei bisogni emergenti del soggetto richiedente lo
stesso.
sabato 10 novembre 2012
mercoledì 24 ottobre 2012
Mediazione Obbligatoria - Corte Costituzionale - Eccesso di delega - Illegittimità costituzionale
Si spegne la fiaccola della Mediazione Obbligatoria.
Finalmente la Corte Costituzionale, dopo tante attese, si è pronunciata sull'obbligatorietà della mediazione dichiarando la illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa, del d.lgs. 4 marzo 2010, n.28 nella parte in cui ha previsto il "carattere obbligatorio della mediazione".
mercoledì 27 giugno 2012
Istanza di fallimento – Desistenza – Segnalazione al P.M. – Procedimento civile – Insolvenza - Cass. 14 giugno 2012 n. 9781
La Corte di
Cassazione con una “brillante” sentenza (14 giugno 2012 n. 9781 - Rel. Didone) ha
enunciato che il Tribunale fallimentare che abbia rilevato l'insolvenza nel
corso di un procedimento per dichiarazione di fallimento ex articolo 15, R.D.
n. 267/1942 (legge fallimentare) - anche
se definito per desistenza del creditore istante - deve essere considerato,
ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 7, legge fallimentare, giudice
civile e, come tale, ove rilevi l'insolvenza dell'imprenditore, deve farne segnalazione
al pubblico ministero.
Secondo la Corte la
nozione di procedimento civile (di
cui all’art. 7 L.F comma 1 n. 2) è diversa e più ampia di giudizio civile e
vale a ricomprendere l'istruttoria prefallimentare "disciplinata ex novo
dalla L. Fall., art. 15, nel testo introdotto dalla riforma del 2006, come un
procedimento speciale a cognizione piena".
In sostanza,
secondo l’interpretazione della Suprema Corte anche quando il giudizio
prefallimentare sia definito per desistenza dell’istante, il P.M ricevuta la
segnalazione potrebbe, verificata l’insolvenza, aprire un autonomo procedimento
per la dichiarazione di insolvenza (art. 7 co1 n. 2 e 6 L.F.).
Tutela del possesso – Privazione solo parziale – Sussistenza - Cass. 15 giugno 2012 n. 9873
La
tutela possessoria spetta anche nel caso di impedimento solo parziale al godimento
del bene.
È
quanto enunciato dalla Suprema Corte con
sentenza 15 giugno 2012, n. 9873.
Il caso riguardava l’invasione dell'area sulla
quale veniva esercitato il possesso di una servitù di passaggio, con un muretto
di recinzione che occupava lo spazio a disposizione per metri 1,50 e profondità
di metri 6,50 e che creava difficoltà per l'entrata e l'uscita delle
autovetture.
Secondo
i Supremi Giudici in materia di possesso, al fine di concretizzare lo spoglio,
non si richiede la totale privazione
del possesso, essendo sufficiente anche una privazione parziale di esso
o del compossesso, che consegua a qualsiasi arbitraria modificazione dello
stato dei luoghi e che implichi un restringimento o riduzione delle facoltà connesse
al potere esercitato sulla res o, comunque, renda meno comodo l'esercizio del
possesso esclusivo o del compossesso. Di talché, l'arbitraria riduzione
dell'ampiezza di una strada, la sua restrizione o del suo ingresso possono di
certo costituire fatti di spoglio che legittimano la proposizione della
relativa azione di tutela.
venerdì 23 marzo 2012
Mantenimento figli – Obbligo – Maggiore età – Indipendenza economica - Cass. 8 febbraio 2012 n. 1773
L'obbligo del genitore separato di concorrere al mantenimento del figlio non cessa automaticamente con il raggiungimento della maggiore età da parte di quest'ultimo. E’ quanto ribadito dalla recentissima sentenza della Suprema Corte di legittimità 8 febbraio 2012, n. 1773.
Secondo la consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione, infatti, l'obbligo del genitore separato di concorrere al mantenimento del figlio non cessa automaticamente con il raggiungimento della maggiore età da parte di quest'ultimo, ma perdura finché il genitore interessato non dia prova che il figlio abbia raggiunto l'indipendenza economica, ovvero sia stato posto nella concreta condizione di poter essere economicamente autosufficiente, senza averne però tratto utile profitto per sua colpa o per sua scelta (di recente vedi altresì, Cass. 26 gennaio 2011, n. 1830).
La Corte di legittimità “cassa”, quindi, con rinvio, la pronuncia della Corte di merito che aveva ritenuto che il raggiungimento della maggiore età esclude in modo automatico il diritto al mantenimento.
L’indipendenza economica del figlio deve, quindi, essere provata.
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